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Saturday, May 14, 2011

La Libia è l'Italia dell'Africa? Riflessione su immigrazione, richiedenti asilo, schiavitù moderne...

Tutti i richiedenti asilo con i quali ho parlato in questi ultimi giorni mi hanno detto più o meno la stessa cosa. Il regime libico sta espellendo i "neri" e li sta spingendo verso l'Italia e l'Europa.
Un giovane di origini nigeriane mi ha detto chiaramente che fanno questo "per fare pressione, per far cambiare la politica e le decisioni dell'Europa e della Nato". I 29 nigeriani che ho incontrato ieri l'altro dicono di non aver pagato nulla per venire in Italia. I libici li hanno messi su un barcone e spediti in Italia. I 5 ragazzi maliani e ivoriani che ho incontrato nuovamente oggi, quando ho chiesto loro quando hanno deciso di partire per l'Italia; oltre a parlarmi del pericolo che percepivano per la loro incolumità, delle minacce da parte dei libici perché erano "neri" come i mercenari assoldati da Gheddafi, mi dicono che "nella televisione libica hanno fatto vedere la gente che partiva per l'Italia", e così hanno deciso di partire anche loro. Il potere della televisione!
I ragazzi maliani però hanno pagato cifre variabili fra i 450 e gli 800 dinari per partire. Ad imbarcarli sempre libici. Sono partiti di sera, quindi neanche troppo di nascosto, e dicono di essere partiti dal "porto", non da spiagge.

Una pulizia etnica ed un'arma di pressione.

Quella che anche l'Italia ha attuato nei confronti dei tunisini. Permessi di soggiorno e titoli di viaggio stampati e distribuiti gratuitamente nel giro di pochi giorni (io per ogni rinnovo pago più di 70€ ed ho aspettato anche più di due anni per avere il permesso pronto! Qui funziona soltanto l'emergenza!) e tunisini caldeggiati (non soltanto dal Governo, ma anche dalle amministrazioni locali, di destra e di sinistra, e quelle interessate dalle tornate elettorali ancor più ligie e determinate nel liberarsi degli ospiti incomodi) a lasciare il paese alla volta d'Europa; anch'essi strumenti di pressione politica funzionale non soltanto alla situazione contingente ma per una revisione complessiva delle politiche migratorie e di controllo dei flussi in Europa.
Malgrado tutto il vittimisimo del Governo italiano e gli apparenti niet provenienti d'Europa, è stato ottenuto l'effetto auspicato: far parlare l'Europa dell'argomento rendendo emergenza quello che altrimenti non lo sarebbe stato (per lo meno non di carattere "biblico", come è stato e continua ad essere paventato). Le destre d'Europa hanno alimentato gli egoismi nazionali vis à vis altri egoismi nazionali, e tutte assieme hanno guadagnato consensi, perché dall'immigrazione, sia che sbaglino tutto sia che azzecchino qualcosa sono soltanto le destre a guadagnare! Offendono il vicino-nemico e poi brindano con i suoi esponenti, perché condividono gli stessi interessi di fondo, e non potendo/volendo danneggiarsi a vicenda (come può apparire ad un osservatore poco attento) fanno pagare le spese dei loro egoismi ai nuovi schiavi a contratto: i migranti.

In Africa la schiavitù non è stata mai abolita, in Libia è sempre stata "organica", in Europa è passata sotto un buon maquillage, è stata normata, edulcorata. La precarietà del lavoro-merce è la nostra moderna schiavitù.
La transumanza di milioni di giovani corpi pronti a vendersi pur di poter immaginare un domani continua a passarci inosservata, presi come siamo dalla militarizzazione delle nostre coste e delle nostre strade per "difenderci" da queste giovani braccia, mentre continuiamo a richiamare e regolarizzare milioni di giovani braccia perché di loro c'è bisogno per l'economia. Lo stesso paradigma economico che causa le diseguglianze legittima la repressione dei diseguali, e poi ne coopta alcuni, o molti, ma a sua libera scelta, perché solo la "mano invisibile" è quella che dà e quella che prende.

Ai ragazzi maliani e ivoriani che ho intervistato oggi le mie domande sembravano insensate, e forse lo erano. Perché non ritornare in patria?
Perché quella non è vita! Non ci sono possibilità di migliorare la propria esistenza! Perché altrove si guadagna molto di più e con meno sforzo! Ci dicono ciò che sappiamo già: che se nessuno è contento di lasciare la propria casa e il proprio paese. E che se li avessimo aiutati (o se non li avessimo sfruttati) loro non avrebbero accettato il rischio di morire nel Sahara, nelle carceri libiche, nel Mediterraneo.


3 comments:

Stefania said...

"Dall'immigrazione, sia che sbaglino tutto sia che azzecchino qualcosa sono soltanto le destre a guadagnare". Una verità troppo spesso taciuta o nascosta.

Complimenti per il post, veramente ben scritto ed argomentato!

jaskarandeep said...

grazie stefy :-)

falecius said...

Bel post...

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